Il nostro orto mondiale cresce ancora
Anche quest’anno il progetto “Il nostro orto mondiale” ha trasformato il piccolo terreno antistante la biblioteca scolastica in un laboratorio di inclusione interculturale. Gli alunni delle classi prime, affiancati dagli esperti delle classi terze attraverso attività di peer tutoring, hanno completato con entusiasmo la fase di messa a dimora delle piante nell’orto scolastico.


Tra una corsa coi sacchi, mani sporche di terra, vasi trasformati in piccole opere d’arte e piantine che ci hanno portato a conoscere meglio le origini dei nostri compagni, i ragazzi hanno lavorato fianco a fianco, imparando che coltivare significa anche collaborare, ascoltare, progettare e prendersi cura.

L’orto rappresenta in modo concreto la ricchezza culturale della nostra comunità scolastica. Gli alunni hanno ricercato e scelto un ortaggio capace di raccontare qualcosa delle proprie origini, della propria famiglia o delle tradizioni del proprio Paese.

Così, nelle nostra serra, accanto ai pomodorini Pachino, all’insalata rossa di Trento e al basilico genovese, crescono il mais viola, le fragole bianche e le zucchine gialle del Perù, la batata Sakura e il sedano qín cài della Cina, il gombo del Pakistan, il peperoncino tunisino per l’harissa, la menta e le melanzane bianche marocchine, il basilico greco dell’Albania, l’anguria africana e molte altre specie. Presto nascerà un trionfo di colori, forme e profumi: un orto in cui la biodiversità diventa dialogo, curiosità e scoperta delle storie che ogni alunno porta con sé.

L’orto è pronto per affrontare l’estate. Adesso serviranno pazienza, sole e il lavoro dell’impianto irriguo che abbiamo costruito.
L’appuntamento è per settembre, all’inizio del nuovo anno scolastico, quando torneremo tra i filari per osservare i risultati del nostro lavoro e raccogliere insieme i frutti di questa esperienza di crescita e incontro tra natura e scuola.






