“La nostra Via Pál”. Il teatro racconta l’amicizia, il gruppo e i luoghi del cuore

Giovedì 11 giugno, alle ore 17.00, il Centro Giovanile Villa delle Rosa ha ospitato “La nostra Via Pál”, esito finale del laboratorio teatrale pomeridiano condotto da Maria Giulia Scarcella, attrice e formatrice teatrale del Teatro Stabile di Bolzano.

Il progetto si è sviluppato nell’ambito del Polo Educativo Territoriale, grazie alla collaborazione tra La Strada – Der Weg ONLUS, il Teatro Stabile di Bolzano e la Scuola Secondaria di Primo Grado “Anne Frank”, con il supporto dell’Ufficio Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Bolzano e dell’Intendenza scolastica.

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Il gruppo delle ragazze e dei ragazzi de “La mia via Pal”

Il Polo Educativo Territoriale ha l’obiettivo di dare continuità agli interventi rivolti ai ragazzi e alle ragazze durante l’intera giornata, creando un collegamento più stabile tra il tempo della scuola, le attività pomeridiane e le opportunità offerte dal territorio. Mira, inoltre, a rafforzare la collaborazione tra scuola, centro giovanile e realtà culturali, offrendo ai giovani luoghi sicuri, accoglienti e accessibili nei quali incontrarsi, sperimentare, esprimere i propri talenti e costruire relazioni positive. Tra le azioni previste vi è anche la realizzazione di percorsi teatrali educativi, pensati come strumenti di inclusione, partecipazione e coesione sociale. Il laboratorio svolto presso il Centro Giovanile Villa delle Rose si è inserito pienamente in questa prospettiva.

Il lavoro ha preso avvio dal celebre romanzo di Ferenc Molnár I ragazzi della via Pál, una storia capace ancora oggi di parlare direttamente ai più giovani. A partire dal testo, i partecipanti hanno esplorato temi vicini alla loro esperienza: l’amicizia, la lealtà, il tradimento, il coraggio, la responsabilità e il bisogno di sentirsi parte di un gruppo.

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Il confronto tra i gruppi in una scena ispirata al romanzo.

Il laboratorio ha offerto l’occasione per riflettere anche sulle dinamiche di inclusione ed esclusione, sui conflitti tra gruppi, sulla prepotenza e sul bullismo, sul prezzo della competizione e sulla possibilità della riconciliazione. Al centro del percorso è emerso soprattutto il bisogno da parte dei ragazzi di avere un luogo proprio, uno spazio nel quale incontrarsi, esprimersi e sentirsi riconosciuti.

La natura corale del racconto ha permesso di dare spazio a tutti. I partecipanti hanno lavorato sui movimenti scenici, sull’ascolto reciproco e sulla costruzione di ruoli collettivi. Molte idee e molte scene sono nate dalle loro improvvisazioni, dalle proposte personali e dal confronto sviluppato durante gli incontri.

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Un momento della rappresentazione di “La nostra Via Pál”.

La restituzione finale non è stata, quindi, soltanto la rappresentazione di una storia già scritta, ma il risultato di un vero processo di creazione condivisa. Il romanzo è diventato un punto di partenza per raccontare le esperienze, le domande e i bisogni dei ragazzi e delle ragazze di oggi.

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Momento finale della restituzione.

 percorso ha inoltre aperto una riflessione sul rapporto tra i giovani, il quartiere e gli spazi che abitano. La Via Pál del romanzo, luogo di gioco, incontro e appartenenza, è diventata il simbolo di ciò che permette a ciascuno di sentirsi accolto e parte di una comunità.

Nel video realizzato al termine del percorso, i ragazzi e le ragazze raccontano che cosa rappresenta per loro la propria “Via Pál”, attraverso parole spontanee e sincere.

https://www.youtube.com/watch?v=cwawTuLkkRM

Le risposte hanno restituito immagini diverse: luoghi reali o immaginari, vicini o lontani, ma anche amicizie e legami importanti. Per alcuni, infatti, la propria Via Pál non è un luogo preciso, ma sono gli amici: le persone con cui sentirsi accolti, al sicuro e pienamente sé stessi.
È stato un momento intenso, capace di mostrare come il teatro possa diventare non soltanto uno spazio creativo, ma anche un’occasione di ascolto, conoscenza reciproca e condivisione.

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Ragazze e ragazzi insieme sulla loro “Via Pál”.

“La nostra Via Pál” ha concluso un percorso capace di intrecciare teatro, socializzazione ed educazione civica: un’esperienza nella quale i ragazzi e le ragazze hanno potuto conoscersi meglio, affrontare insieme conflitti e fragilità, e scoprire il valore del gruppo.