“UN PASSO ALLA VOLTA”
La classe IB della S.S.P.G. “Anne Frank” in scena al Teatro Rainerum

Le ragazze e i ragazzi della classe IB della Scuola Secondaria di Primo Grado “Anne Frank” hanno portato in scena, al Teatro Rainerum di Bolzano, lo spettacolo “Un passo alla volta”, esito del laboratorio teatrale realizzato nell’ambito del progetto Materia Teatro. Il laboratorio è stato condotto da Maria Giulia Scarcella, attrice e formatrice teatrale del Teatro Stabile di Bolzano, che ha accompagnato la classe lungo tutto il percorso, dai primi esercizi di conoscenza e di improvvisazione fino alla costruzione dello spettacolo.
Il teatro come materia scolastica.
Materia Teatro è un progetto pilota promosso dall’Intendenza Scolastica, dall’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Bolzano e dal Teatro Stabile di Bolzano. Il progetto consente di inserire il teatro nell’orario scolastico come materia curricolare, riconoscendone il valore educativo, sociale e formativo.
Il primo anno della scuola secondaria rappresenta per i ragazzi un momento particolarmente delicato: l’ingresso in una nuova scuola, l’incontro con nuovi compagni, la nascita di un nuovo gruppo classe e la ricerca quotidiana della propria identità. In questo contesto, il teatro ha offerto uno spazio protetto in cui conoscersi, esprimersi e imparare a lavorare insieme.

Il dialogo tra la presenza scenica e le immagini video ha dato voce ai pensieri dei ragazzi. I mesi di laboratorio teatrale si sono rivelati una vera e propria palestra di vita. Giorno dopo giorno, ciascuno ha imparato a mettersi in gioco, migliorando l’ascolto reciproco, rispettando i tempi degli altri e assumendosi una responsabilità all’interno del gruppo. Il lavoro teatrale ha stimolato la creatività, rafforzato le capacità comunicative e favorito la fiducia in sé stessi e negli altri. Ogni compagno è diventato un alleato indispensabile nella costruzione di un’esperienza comune.
Una rilettura contemporanea de “Il Mago di Oz”
Lo spettacolo “Un passo alla volta” nasce da una rilettura contemporanea del celebre romanzo “Il Mago di Oz”. Attraverso attività laboratoriali, esercizi teatrali e momenti di improvvisazione, la storia originale è stata trasformata in un racconto vicino ai pensieri, alle paure e ai desideri dei preadolescenti di oggi. Il viaggio non comincia nelle praterie del Kansas, ma nello spazio più intimo delle ragazze e dei ragazzi. All’inizio dello spettacolo, gli interpreti entrano in scena con una valigia. Al suo interno non ci sono vestiti, ma pensieri, dubbi, paure, silenzi, aspettative e parole che a volte restano addosso.

Le valigie diventano il simbolo del bagaglio emotivo.
Il Leone affronta la paura di non essere abbastanza.
Dorothy diventa una ragazza dei nostri giorni, circondata dalle richieste e dalle aspettative del mondo esterno e animata da un profondo bisogno di essere ascoltata e accolta per ciò che è, con le proprie fragilità e incertezze. Il tornado che la travolge assume così il significato di una tempesta interiore, mentre la strada di mattoni gialli si trasforma in un viaggio dentro di sé.

Un momento della restituzione finale
Dorothy dà forma ai propri pensieri attraverso la parola

Dorothy travolta dai suoi pensieri.
Cervello, cuore e coraggio
Lungo il cammino Dorothy incontra lo Spaventapasseri, alla ricerca di un cervello che gli permetta di pensare con la propria testa, la Donna di Latta, che si è chiusa alle emozioni per paura di soffrire, e il Leone, che nasconde dietro il proprio ruggito il timore di sbagliare e di non essere abbastanza.
Cervello, cuore e coraggio diventano così i tre elementi simbolici necessari per crescere. Nel corso dello spettacolo, anche attraverso un coinvolgente momento rap interpretato dalla classe, i protagonisti comprendono che ciò che cercano non può essere donato da un mago, ma si trova già in ciascuno di loro e diventa più forte grazie alla presenza e al sostegno degli altri.

Il tornado interiore accompagna Dorothy all’inizio del suo viaggio.
Il gruppo si muove e costruisce insieme il ritmo della scena.

La classe si riunisce sul palco prima dello spettacolo.
Un percorso condiviso
La rappresentazione al Teatro Rainerum ha segnato il punto di arrivo di un percorso intenso, fatto di impegno, creatività, emozioni e condivisione. Le ragazze e i ragazzi della IB hanno affrontato il palcoscenico con sincerità, entusiasmo e passione, dimostrando quanto il teatro possa trasformare le fragilità in risorse e aiutare ciascuno a trovare il proprio posto all’interno del gruppo.

Una scena corale dello spettacolo “Un passo alla volta”.
La classe con Maria Giulia Scarcella al termine della rappresentazione.

La foto finale con gli alunni e i docenti, la Dirigente Margherita Manfredonia, il Direttore del Teatro Stabile di Bolzano
Andrea Cerri, gli Ispettori Silvano Trolese e Marco Fontana, il Direttore del Servizio di Valutazione Terence Leone e l’attrice e formatrice teatrale del Teatro Stabile Maria Giulia Scarcella.
Ringraziamenti
Un ringraziamento particolare va alla professoressa Chiara Grasso, docente referente del progetto, e a tutto il Consiglio di classe della IB per la costante disponibilità. Si ringraziano, inoltre, la docente Jlenia Cazzato per aver collaborato alla coreografia iniziale e Giuseppe Crudele, educatore dell’Associazione La Strada, per l’aiuto prezioso durante tutto il percorso e per il contributo alla realizzazione dei video. Un sincero apprezzamento va, infine, a Ivo Corrà per le splendide foto.





